Orfeo canta il Mito

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Teatro, scrittura, musica

Orfeo canta la nascita del Mito
Di e con: Maurilio Barozzi e Lanfranco Barozzi
Accompagnamento musicale: Carlo Raspadori


Un tuffo nell'origine della terra, la narrazione del mito di Gaia e i miti più attuali: dalla balena bianca di Melville al grande Torino.


Come inizia:

Provate ad immaginare CAOS.
No, no. Fermi. Non il caos che fanno i vostri figli, o gli amici dei vostri figli quando stanno in cortile e i vicini si lamentano che devono dormire. Io intendo il caos primordiale come lo indicavano i greci, il vuoto o VORAGINE. Riuscite a farvi un'idea?
Eh, già… Non è facile… me lo sono sempre domandato: come diavolo si fa a figurarsi qualche cosa che non ha corpo, non ha materia, non ha confine? E soprattutto, come si fa a figurarsi qualcosa del genere che tra l'altro è proprio un posto, un luogo… Un luogo senza confine? senza corpo? Roba da andar via di testa…
Ammetto che è difficile. È come quando vi dicono che l'universo è infinito… Cosa vuol dire? Che cosa capite? A cosa pensate?

Io non lo so… Voglio essere sincero con voi: io faccio una fatica tremenda, mi rendo conto di aver bisogno di un segno fisico, un confine che delimiti uno spazio chiaro che mi sostenga, all'interno del quale so di potermi muovere. Che so, mi serve un Finisterre.
Ecco: un Finisterre! Questa è la chiave di tutto. La fine della terra, il punto più occidentale della Spagna. Pensate che una volta la gente credeva che lì ci fosse la fine del mondo. Come, più a sud, c'era lo stretto di Gibilterra, le Colonne d'Ercole. Vi rendete conto? La fine della terra a Finisterre… E oltre il CAOS. (continua)

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