Maurilio Barozzi

SPAGNA

Romanzo Giunti

2003

Pp. 158

Euro 7,5

Disponibile on-line: www.giunti.it

 

 

Chi è la donna senza nome di Barcellona? Perché il giovane Sam se ne innamora perdutamente? Sullo sfondo di una Spagna arida e impassibile, il destino trascina Sam lungo un pellegrinaggio folle, senza tempo, immerso nelle leggende del luogo e negli incontri più stravaganti. Alla ricerca di quella donna fino a Santiago de Compostela.

In questo romanzo, Maurilio Barozzi si affida volutamente ai cliché più resistenti della Spagna – passione, flamenco, corrida, fede – per raccontare una storia di transitorietà.

 

 

 

 

 

Come inizia:

 

primo capitolo

 Barcellona

 

 

Saliva, il vecchio. Saliva lento la Rambla, brulicante nella sera di Capodanno. Ogni tanto, con pigro scarto del piede, faceva tuonare il tamburo a spalle. Le gambe sorreggevano a fatica quel corpo pingue. E davanti anche un mandolino da suonare! Faceva freddo ma grandi gocce di sudore gli bagnavano la fronte, la barba malrasata e la giacca, troppo stretta. L’altro, un nano, gli caracollava a fianco lanciando nel cielo birilli di fuoco. Cercava di staccarli dalle mani proprio quando il vecchio batteva il tamburo. Poi li prendeva al volo e di nuovo su, frammenti d’inferno protesi al firmamento.

Saliva, il vecchio. Inesorabile, quell’incedere sulla Rambla era sordo al clamore di centinaia di bambini, genitori, giovanotti e mezz’età che seguivano, incantati dalle fiamme. E carretti di zucchero filato dall’odore dolciastro, venditori di caldarroste, di uccelli in gabbia. Qualcuno gridava. Uno fischiò.

Lui, il vecchio, saliva dal buio. Quando il secchiello di latta che aveva fissato alla cintura tintinnava, accennava un sorriso, s’inchinava, batteva un colpo alla grancassa, e diceva: «Gracias, Dios te bendecirá». Il nano fischiava e lanciava i birilli avvampati ancora più in alto.

A Font de Canaletes il vecchio smise col mandolino. Diede una manata in testa al nano e si fermarono. Subito circondati da ombre. Ombre dappertutto. Ombre guardinghe. Nel buio brillavano centinaia di occhi. Puntini senza corpo accesi gli uni addosso agli altri.

Il nano, con movimenti goffi e marcati, sistemò le torce fiamme in alto. Il vecchio sbuffò. Trasse di tasca un fazzoletto spiegazzato e si asciugò il viso madido. Ansimava. Poi alzò di scatto il piede e la grancassa tuonò un colpo secco.

Tutti tacquero. La notte tacque.

«Far la carità ti può salvare l’anima», disse la ragazza dagli occhi e l’abito neri. Mise una banconota nel secchiello del vecchio e danzò un lieve girotondo attorno alle fiaccole. Comparsa all’improvviso, non si capiva se facesse o meno combutta coi due. Ma volteggiava così armoniosa… Tra tutti, l’unico che pareva avere un corpo, illuminato dal chiaroscuro delle torce, era Samuele: ragazzetto italiano dai capelli chiari e le guance magre. Lei danzando lo fissava. Lui si sentì turbato. Lusingato. Confuso. Non poteva essere un abbaglio, guardava lui. Aveva anche parlato italiano.

La giovane interruppe le sue aggraziate piroette e, in elegante posa, ammonì le ombre: «El Dos Mil está aquí: ¿será el fin del mundo?».

Fu il vecchio che ruppe il silenzio ricominciando a suonare. E a salire, lento. Il nano lo affiancò urlando «Feliz Año Nuevo». Rise sguaiatamente e lanciò in aria i birilli incendiari al ritmo della stonata melodia del suo compare. Tutto riprese come prima. La fiumana, rumoreggiando, seguì.

Coinvolto in quella processione, graffiato dallo sguardo della donna, Samuele si sentì spinto a cavare una banconota di tasca. Non aveva mai fatto la carità. Eppure, quasi senza rendersene conto, si precipitò a mettere dei soldi nel secchiello del musico.

Il vecchio, con insospettata agilità, fece un balzo e un inchino enfatizzati. «Muchas gracias», disse.

Mentre tutti procedevano, la ragazza che aveva danzato si avvicinò lentamente a Samuele. Si fermò di fronte e lo fissò.

Il ragazzo era lì. Era impietrito. Era incantato. Era in balìa di lei.

Quando gli sorrise, lui finalmente trovò il coraggio di porgerle la mano. «Mi chiamo… Samuele… Ma mi chiamano Sam…».

Lei annuì. Disse: «Certo». Chiuse gli occhi mentre con l’indice lo sfiorò sulle labbra.

Fu una lama. E pugnalò il buio di quella sera.

 

 

(continua)

 

 

 

 

 

 

 

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