Bibliofilo

UN LIBRO

E' soltanto una cosa tra le cose
ma è anche un'arma. Essa fu forgiata
in Inghilterra, nel '604,
e le affidarono un sogno. Rinserra
clamore e furia e notte e rossosangue.
La mano la soppesa. Chi direbbe
che contiene l'inferno: le barbute
streghe che sono le parche, i pugnali
che eseguono le leggi della notte,
la brezza delicata sul castello
che ti vedrà morir, la delicata
mano che può insanguinare i mari,
la spada e il clamore della battaglia.

Quel tumulto silenzioso dorme
nel perimetro di uno di quei libri
del tranquillo scaffale. Dorme e aspetta.
  JORGE LUIS BORGES

A proposito di libri. Quando presento i miei romanzi, quasi sempre c'è uno che salta su e domanda se sono stato influenzato da qualche scrittore.
Il fatto è che tutti i libri lasciano qualcosa. Credo che le letture di cui siamo imbevuti finiscano, proprio come le nostre esperienze di vita, per influenzarci. Inutile dire che, scrivendo, è meglio non imitare nessuno: una copia, anche se ben riuscita, è sempre una copia. Mio fratello direbbe che un madonnaro, per bravo che sia, resta un madonnaro, non un artista. Appunto.

Se dovessi comunque dire quali letture mi hanno segnato, potrei citare "Fiesta", di HEMINGWAY, che mi ha portato a Pamplona cinque volte per assistere a les Sanfermines, o il "Don Chisciotte" di CERVANTES, naturalmente le "Finzioni" di BORGES e "Le palme selvagge" di FAULKNER, per fare solo qualche esempio...

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