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Ogni volta che leggiamo «La fine» mi viene in mente Borges, la sua idea di immortalità, la sua idea di arte . «L'arte accade ogni volta che leggiamo una storia», disse lui. E accade anche a prescindere dalla volontà dell'autore, perché una storia ha la forza di rendere qualche cosa immortale, epico. Già… Secondo lo scrittore argentino, quando CERVANTES scrisse il Don Chisciotte, aggiunse il luogo della sua vita - la Mancha - per dare il senso della semplicità del personaggio. Invece, proprio grazie alla sua storia, la Mancha è diventata una terra nobile a dispetto della sua povertà, immortale. Una regione che tutti vorrebbero visitare. Borges, con il racconto «La fine», ha reso immortali ed epici la prateria, un orizzonte di attesa, la chitarra, capace di colmare i momenti vuoti, e lo scontro al coltello, che vendica, annulla il senso della vita, ed è l'unica cosa che rimane anche quando tutti quelli che lo hanno intentato saranno svaniti.
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