Seduzione

«… a chi piace la musica, se riesce a udire il pianto?»
CALDERÓN
DE LA BARCA

Quando saliamo sul palco in certo modo cerchiamo di sedurre il pubblico. Ma man mano che lo spettacolo si affonda nella serata mi rendo conto che non è così, che sostanzialmente siamo noi i sedotti: a seconda delle facce, dei sorrisi, della partecipazione del pubblico noi ci troviamo costretti ad adeguare il nostro lavoro…

… come  tra chi scrive e chi legge si crea un rapporto inscindibile di partecipazione, con la stessa responsabilità sull'opera, così tra uomo e donna (o uomini, o donne) in realtà non esiste un soggetto seduttore ed uno sedotto che abbiano diverse responsabilità sugli accadimenti. Le due funzioni si mescolano e rendono la seduzione subdola: chi si pensa seduttore nello stesso tempo è sedotto, senza alcuna differenza di bilanciamento…

Mi pare che il verbo sedurre non possa essere utilizzato alla stregua di quasi tutti gli altri: con un soggetto e un complemento oggetto. Credo che in mezzo ci sia una faccenda di perfezione, una forma d'arte: irripetibile. E presuppone complicità, com-passione…

Penso alla corrida, carica di emozioni dove toro e torero danzano allo stesso ritmo. Si adeguano l'uno alle movenze dell'altro, capaci di udire la medesima "musica silenziosa".

Pablo Picasso, «Estocada» (1957)

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